Insomma, per il regista e in generale per il cinema di casa nostra, una bella delusione. Anche se lui, qualche ora prima dell’inizio della cerimonia – che come ogni anno si è tenuta nelle sale del Beverly Hilton hotel di Los Angeles – aveva messo le mani avanti: “Se vinco non è un dramma. Sono contento che il film sia stato candidato sia ai Golden Globe che agli Oscar perché significa che ha colpito non solo per il messaggio ma anche per il linguaggio tecnico che utilizzato”. Ma ai membri dell’associazione stampa estera di Hollywood, che assegnano i preziosi globi, evidentemente non è bastato. O, meglio, hanno preferito un altro tipo di film ugualmente contemporaneo, e innovativo, sia nello stile che nei contenuti: quello di Folman, appunto. Che ha battuto non solo Garrone, ma anche “La Banda Baader Meinhof” del tedesco Uli Edel, lo svedese “Everlasting moments”, il francese “Ti amerò per sempre”.
“Gomorra” a parte, c’è da dire che l’edizione 2009 dei Golden Globe – considerati, tradizionalmente, il premio cinematografico Usa più importante, dopo gli Oscar – ha rispettato sostanzialmente le previsioni della vigilia. Il premio come miglior film drammatico, infatti, è andato al favoritissimo “The Millionaire” di Danny Boyle, che anche gli spettatori italiani hanno avuto modo di conoscere e apprezzare. E che prevale pure in altre tre categorie: regia, sceneggiatura e colonna sonora. Scontato anche il riconoscimento postumo a Heath Ledger, l’inquietante Joker del “Cavaliere Oscuro”, così come al Mickey Rourke di “The Wrestler” (Leone d’oro a Venezia 2008) vittorioso come migliore attore protagonista di una pellicola drammatica.
E adesso vincitori e vinti – a cominciare da “Gomorra” – dovranno aspettare la prima mattina del 22 gennaio (ora di Los Angeles, primo pomeriggio in Italia) per conoscere le nomination agli Oscar. Che verranno assgnati esattamente un mese dopo: il 22 febbraio.